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Buonissimi 2026, quando la comunicazione diventa parte della ricerca Attualità zonarcs 

Buonissimi 2026, quando la comunicazione diventa parte della ricerca



 Una serata dura poche ore. Una ricerca scientifica può richiedere anni. Tra questi due estremi prende forma Buonissimi, l’evento promosso dall’Associazione OPEN OdV che, anche nel 2026, in occasione dell’ottava edizione, ha trasformato il Marina d’Arechi di Salerno in un grande punto d’incontro tra gastronomia, solidarietà, imprese, professionisti e ricerca.

Oltre 300 protagonisti del mondo enogastronomico, migliaia di partecipanti e una causa precisa: sostenere il progetto EDITOR, promosso dai professori Mario Capasso e Achille Iolascon insieme al CEINGE – Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore di Napoli, uno dei principali centri italiani nel campo della genetica e delle biotecnologie avanzate.

La ricerca sostenuta attraverso Buonissimi sta contribuendo ad aprire nuove prospettive nella comprensione delle mutazioni genetiche associate alle forme più aggressive di tumore pediatrico, con l’obiettivo di sviluppare percorsi sempre più personalizzati di diagnosi e cura.

Dietro il risultato finale, però, vive una storia molto più ampia.

Una comunità che cresce ogni anno

Guardare Buonissimi attraverso il solo numero di chef, pizzaioli o cantine coinvolte significherebbe perdere una parte importante del racconto. L’evento è diventato negli anni una piattaforma capace di mettere in relazione mondi diversi attorno allo stesso obiettivo.

L’edizione 2026 ha coinvolto oltre 300 espositori tra chef, pizzaioli, pasticcieri, bartender, artigiani del gusto e produttori vitivinicoli, registrando migliaia di partecipanti e consentendo di raccogliere 268.845 euro.

Numeri che raccontano il risultato finale, ma il percorso che conduce a quel risultato inizia molti mesi prima.

Quattro anni di lavoro

Il 2026 rappresenta il quarto anno consecutivo di collaborazione tra Hubitat, agenzia di comunicazione integrata di Battipaglia, e Buonissimi.

Un percorso che nel tempo ha assunto una dimensione sempre più strategica. Hubitat, che già accompagna l’Associazione OPEN OdV, segue l’evento durante tutto l’anno attraverso un’attività che coinvolge pianificazione editoriale, gestione dei canali social, community management, campagne di comunicazione, sviluppo e aggiornamento del sito web, newsletter, materiali digitali e offline, direzione creativa, coordinamento fotografico e video, comunicazione operativa e supporto organizzativo.

“Tutti amano Buonissimi”

Per l’edizione 2026 Hubitat ha sviluppato il concept “Tutti amano Buonissimi”.

Una sintesi capace di racchiudere l’identità stessa della manifestazione, perché tutti amano il gusto, tutti amano stare insieme, tutti amano condividere esperienze e tutti amano sostenere una causa che genera valore.

Il concept nasce proprio dall’esigenza di parlare contemporaneamente a pubblici differenti: espositori, sponsor, partner, volontari, professionisti e partecipanti. Dentro quelle tre parole convivono convivialità, solidarietà, territorio e appartenenza.

Accanto al concept prende forma anche l’immagine simbolo: una barca a vela.

Un riferimento immediato al Marina d’Arechi, ma soprattutto una metafora dell’equipaggio che rende possibile Buonissimi: a bordo trovano posto professionisti del gusto, aziende, volontari, ricercatori, sostenitori e cittadini.

Persone diverse che scelgono di procedere verso la stessa destinazione. La ricerca rappresenta il traguardo, la partecipazione è la forza che permette di raggiungerlo.

Quando la comunicazione genera impatto

Ogni contenuto pubblicato, ogni newsletter inviata, ogni fotografia, ogni video, ogni materiale progettato, ogni relazione costruita.

Tutto converge verso un obiettivo comune: sostenere la ricerca scientifica sui tumori pediatrici. È proprio in questo passaggio che la comunicazione smette di limitarsi al racconto di una causa e diventa parte integrante del suo impatto.

Buonissimi rappresenta oggi una delle espressioni più concrete di questa evoluzione. Una comunità che cresce, un territorio che partecipa, una ricerca che avanza.

Una storia che continua a camminare ben oltre la durata di una singola serata.

 

 

 

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